La Chiesa “Fantasma” di Montevecchio.

di Nicola D’Adamo

Negli anni ‘50 a Colle Pizzuto, attuale innesto via Selvotta per la Marina, fu costruita una chiesa. Inaugurato a lavori non ancora completati, il tempio, dopo qualche tempo, “scomparve“… soprattutto dalla memoria collettiva.

Questo è l’oggetto della mostra “La chiesa fantasma di Montevecchio” che ha aperto i battenti ieri sera presso il Piccolo Circolo Garibaldino (Vico Sinello, a 50 metri da piazza Caprioli) e che rimarrà aperta fino a domenica 19 luglio, dalle ore 20 alle 23, con il coordinamento dell’architetto Francescopaolo D’Adamo e di Roberto Flocco.

Nella presentazione Lino Spadaccini ha raccontato come grazie alle immagini ritrovate da Ida Candeloro, alle notizie reperite da lui stesso e da Beniamino Fiore, specialmente tramite le pagine del periodico Histonium, si è riusciti almeno a ricostruire la storia, ma manca addirittura la foto della chiesa.

“Il 4 dicembre del 1955 veniva inaugurata la nuova Chiesa di Montevecchio. Sorta a metà strada tra Vasto e San Salvo, in località Colle Pizzuto, sulla vecchia Statale 16, il progettista non ha fatto i conti con il lento e continuo movimento di tutta la zona e, dopo pochi anni dalla sua inaugurazione, la chiesa è stata inevitabilmente chiusa per le profonde lesioni riportate e, nel 1963, definitivamente demolita”.

Era stata costruita per dare un maggiore supporto cristiano agli agricoltori della zona, costretti a spostarsi di alcuni chilometri per andare in chiesa, la cura spirituale venne affidata ai Padri Cappuccini di Vasto Marina. Intitolata alla Madonna Immacolata e a San Francesco d’Assisi, la prima pietra venne posta il 14 marzo 1954 e grazie alla generosità di tanti vastesi si è potuto realizzare il tempio in meno di due anni.

Spadaccini leggendo le pagine di Histonium ha riferito della grande cerimonia di inaugurazione immortalata nelle foto esposte nella mostra (che in verità documentano le processioni partite da Vasto e San Salvo per tale cerimonia). “Da S. Salvo la statua del patrono usciva processionalmente, da Vasto le statue di S. Francesco d’Assisi e di Maria SS. Immacolata procedevano con un folto corteo alla volta del pio luogo, su due camions ornati di festoni floreali. Da una ghirlanda di candide bimbe si elevava la bianca Immacolata, mentre i fratini del Collegio Serafico dell’Incoronata circondavano il simulacro del Poverello d’Assisi”. Mentre così riferiva L’Amico del Popolo: “Tutta Vasto si è mossa… A Vasto Marina poi non era rimasta anima viva!  La giornata serena e dolce voluta proprio dalla Madonna, ha fatto sì che varie migliaia di fedeli di Vasto e di S. Salvo affluissero sulla ridente collina di Montevecchio, che dopo la benedizione è diventato il sacro Colle della madonna Immacolata e di S. Francesco d’Assisi”.
Spadaccini ha anche riferito che la chiesa era lesionata, ma che l’autostrada A14 allora in costruzione sarebbe passata proprio lì. Nel caso fosse rimasta, l’autostrada A14 si sarebbe dovuta spostare, sul lato mare, di una trentina di metri.
Un’ipotesi potrebbe essere che sua demolizione coglieva due piccioni con una fava.
Ma Spadaccini &co. sono intenzionati a raccogliere altro materiale sull’argomento. Se ci sono lettori che hanno dettagli possono contattare anche la nostra redazione.

In apertura il critico d’arte Roberta Presenza nell’introdurre Spadaccini ha parlato del suo nuovo progetto di pubblicare un’opera completa sulle 52 chiese di Vasto. Una iniziativa di grande valore storico che richiederà notevole impegno.
10/07/2015
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